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Dissalazione dell'acqua di mare, scommessa dei Paesi più industrializzati, Webuild in campo

Di Redazione

Roma, 10 ago. Razionamento nelle abitazioni, agricoltura al collasso, centrali idroelettriche in difficoltà, fiumi a secco: la crisi idrica sta entrando nelle case degli italiani con effetti dirompenti. I numeri dicono che sono 270mila le aziende agricole che si trovano nelle regioni interessate dallo stato di emergenza, mentre in tutta Italia si moltiplicano i Comuni che impongono il razionamento dell'acqua ai privati. Ѐ indispensabile intervenire sull'inefficienza degli acquedotti, visto che l'Istat ha certificato che va perduto oltre un terzo dell'acqua immessa nella rete di distribuzione.

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Oggi solo l'1% della popolazione mondiale è totalmente dipendente da acqua proveniente da processi di dissalazione per usi domestici, ma dal primo impianto avviato nel 1965 in California, sono oggi già più di 20mila i desalinatori che offrono acqua potabile a più di 300 milioni di persone. La più alta concentrazione di impianti si trova nei Paesi del Golfo. L'Arabia Saudita, ad esempio, produce un quinto dell'acqua potabile estratta dal mare nel mondo, potendo contare su bassi costi energetici per far funzionare gli impianti. Il nuovo impianto nella nuova avveniristica smart city Neom coprirà il 30% della domanda totale di acqua. L'impianto costruito da Fisia situato nell'area di Shoaiba, sulla costa occidentale del Paese, produce acqua potabile per oltre un milione di abitanti delle città di La Mecca, Jeddah e Taif.

Ma, per il caso italiano, è forse più interessante l'esperienza dell'Australia, che ha deciso di investire sui dissalatori proprio dopo avere affrontato la peggiore siccità a memoria d'uomo (nota come la siccità del millennio, Millenium Drought) tra il 1997 e il 2010. Si prevede che l'Australia vedrà fino al 10% in meno di precipitazioni nel sud del Paese entro il 2030 e il 20% entro il 2050.

Il Governo australiano ha quindi programmato investimenti da 15 miliardi di dollari per il riciclaggio dell'acqua potabile e la desalinizzazione dell'acqua di mare, con la costruzione di sei principali impianti di desalinizzazione dell'acqua di mare in tutte e cinque le capitali dello stato continentale e quattro impianti di riciclaggio dell'acqua potabile a Brisbane.

Investimenti importanti anche in altre aree del mondo estremamente sviluppate: nell'area di San Diego, negli Stati Uniti, è stato costruito il più grande impianto di dissalazione nel nord America e oggi circa il 10% dell'acqua utilizzata dai 3,1 milioni di abitanti dell'area proviene da questo impianto, mentre in tutta la California sono presenti dieci impianti e altri 11 sono stati proposti. La dissalazione, infine, svolge un ruolo cruciale per Israele dove più della metà dell'acqua consumata proviene dai cinque impianti in funzione (e altri cinque sono in fase di studio).

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