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Bioraffineria di Gela, i sindacati: «Accordo in gran parte inattuato»

A due mesi dalla firma al ministero dello sviluppo economico dell'accordo con l'Eni sul petrolchimico di Gela, le organizzazioni denunciano i ritardi di regione, governo centrale e azienda

Di Redazione

PALERMO - «A due mesi dalla firma al Ministero dello sviluppo economico dell'accordo con l'Eni sugli impianti di Gela, questo risulta in larga misura non attuato». Lo denunciano Cgil, Cisl e Uil siciliane e di Caltanissetta in una nota inviata alla presidenza del consiglio dei ministri, al presidente della Regione, alle istituzioni locali, all'Eni, a Confindustria e ai deputati della provincia di Caltanissetta. I sindacati parlano di «ingiustificato immobilismo del governo regionale e di quello nazionale, di irresponsabile equilibrismo politico delle istituzioni locali e chiedono maggiore consapevolezza istituzionale. Abbiamo sottoscritto il protocollo - sottolineano - per vederlo attuato».  

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Per la cassa integrazione, «su cui si scontano - si legge nella nota - ingiustificati ritardi sia a livello regionale che nazionale sulle procedure per garantire tutti i lavoratori dell'indotto», Cgil, Cisl e Uil fanno sapere di avere inoltrato la richiesta al ministero del lavoro, «di fatto sostituendoci alla Regione», dicono. Si registra invece ancora un nulla di fatto, rilevano, sulla dichiarazione dello «Stato di crisi complessa», il cui iter deve essere avviato dalla Regione ed è funzionale all'attivazione delle misure in favore dei lavoratori dell'indotto, delle imprese e per gli investimenti. «Doveva essere un adempimento rapido - sottolineano i segretari regionali delle tre sigle Michele Pagliaro, Domenico Milazzo, Claudio Barone e i segretari provinciali, Ignazio Giudice, Emanuele Gallo, Vincenzo Mudaro - seguito da una decisa iniziativa nazionale, ma tutto è fermo».

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