Verso il voto
Referendum, le ragioni del Sì e del No: tutte le nostre interviste
I "tecnici" spiegano i pilastri della riforma costituzionale. Voce ai due fronti
Mancano poche ore all'Ora X: domenica e lunedì prossimi gli italiani sono chiamati a esprimersi sul Referendum legato alla riforma della giustizia. La partita è secca: non è previsto il quorum. Ciò significa che la riforma passerà o sarà bocciata a prescindere dal numero di elettori che si recheranno ai seggi; conterà esclusivamente la maggioranza dei voti validi. Anche un voto farà la differenza. La riforma la modifica di 7 articoli della Carta Costituzionale (si toccano maggiormente il 104 e 105).
I pilastri della proposta referendaria sono tre: Separazione delle carriere: La distinzione netta tra chi accusa (pubblico ministero) e chi giudica (giudice), Sdoppiamento del Csm con relativo sorteggio (puro per i togati, temperato per i laici): la creazione di due diversi Consigli Superiori della Magistratura, uno per i giudicanti e uno per gli inquirenti; L'Alta Corte disciplinare: l'istituzione di un organo terzo per giudicare gli illeciti disciplinari dei magistrati.
Votando SÌ si approva la riforma. Tracciando una croce sul NO, si esprime la volontà di mantenere il sistema attuale.
In queste ultime settimane abbiamo aperto uno spazio verso il Referendum dando voce ai "tecnici" (professori, magistrati, giuristi, avvocati) per spiegare le ragioni del Sì e del No. Uno spazio di informazione, per arrivare formati al Voto.
Le ragioni del Sì, ecco le nostre interviste
Le ragioni del No, ecco le nostre interviste
























