Pubblicato: 05/10/2013
Ventenne abortisce, forse per uno stupro
di Antonio Fiasconaro
Il racconto confuso di una superstite ricoverata a Palermo. I medici confermano: era incinta

PALERMO - E' sopravvissuta alla tragedia di Lampedusa ma non potrà certamente dimenticare l'abuso che avrebbe subìto: una ragazza eritrea di 20 anni, ricoverata nella Rianimazione dell'ospedale Civico di Palermo, ha avuto il coraggio di raccontare ad una mediatrice culturale quanto le è capitato durante il viaggio della speranza verso le coste siciliane.

Ha perso il figlio che aspettava, durante la traversata del deserto. Inizialmente si era pensato che la giovane fosse incinta. Ha però raccontato di avere subìto un interruzione di gravidanza durante il viaggio. Dalle parole della donna, che è ancora in stato confusionale, sembrerebbe che a causare l'aborto potrebbe essere stata una violenza subìta.

A indurre i soccorritori nell'equivoco che la donna fosse incinta sono stati il fatto che ripeteva «baby» e che l'utero fosse di dimensioni più grandi del normale: circostanza, si è accertato in un secondo momento, causata dalla gravidanza interrotta. A confermare la tesi è stato Romano Tetamo, direttore dell'unità operativa di Rianimazione dov'è ricoverata la giovane.

«C'è stato un aumento del volume degli organi - ha detto - e in particolare dell'utero, apparentemente contraddittorio. In realtà la giovane avrebbe subìto un'interruzione di gravidanza durante il tragico trasferimento nel deserto perché, da quello che abbiamo capito, tutte le donne hanno subìto violenza».

Intanto sono stabili le condizioni di salute - la prognosi però resta ancora riservata - dell'altra donna e di un uomo - entrambi dall'apparente età di 20-30 - oltre che di un ragazzo di 16 anni. Tutti sono arrivati in ospedale con insufficienza respiratoria e sindrome da annegamento, oltre che per il fatto di avere ingerito gasolio. Gli adulti sono in Rianimazione, mentre il ragazzo in terapia intensiva. A favore dei pazienti, hanno rilevato i medici, gioca il fatto che non sembra esserci uno stato di denutrizione.

*Articolo pubblicato sull'edizione odierna del quotidiano La Sicilia