Crisi Fiat, Termini Imerese
rimane con il fiato sospeso



TERMINI IMERESE (PALERMO) - Prosegue la protesta degli operai della Fiat a Termini Imerese. Il consiglio di fabbrica, riunito dopo lo sciopero di un'ora e mezza organizzato dalle 7 alle 8,30, ha deciso di proseguire lo sciopero contro l'ipotesi di chiusura della fabbrica, nell'ambito delle trattative tra la Fiat e la Opel.

I lavoratori stanno continuando a manifestare davanti ai cancelli dell'impianto; presenti anche gli operai delle aziende dell'indotto. Fim, Fiom e Uilm chiedono "l'immediata convocazione di un confronto alla presidenza del consiglio".

"La tensione tra i lavoratori è alta - dice il segretario della Fiom di Termini Imerese, Roberto Mastrosimone - chiediamo l'intervento anche del Governatore siciliano, Raffaele Lombardo".

BATTAGLIA: "SALVAGUARDARE IL FUTURO DELLO STABILIMENTO".  Il senatore del Pdl, Antonio Battaglia, ha chiesto un rapido intervento del governo a tutela dei 2500  lavoratori Fiat e indotto di Termini Imerese. "C'è bisogno - ha spiegato Battaglia in una nota - di istituire subito un tavolo di discussione tra l'azienda e i sindacati per salvaguardare il futuro dello stabilimento".

"Ho parlato con il ministro Scajola - ha aggiunto il senatore del PdL - e ho ricevuto ampie garanzie, ma è chiaro che bisognerà attendere che si chiuda l'accordo tra la Fiat e la Opel. Nel frattempo, il governo dovrà fare la sua parte per arrivare ad una soluzione della vicenda che salvaguardi gli  interessi di espansione sul mercato dell'azienda e i diritti dei lavoratori di Termini Imerese".

FARAONE: "NO ALLA CHIUSURA DI TERMINI". "Quanto si apprende degli accordi che sottendono al piano di salvataggio dell'Opel da parte della Fiat è inaccettabile e grave. Non è possibile accettare la chiusura della Fiat di Termini Imerese per pagare il conto  all'industria tedesca". Lo dice il deputato regionale del Partito democratico, Davide Faraone.

"Il governo regionale e lo stesso parlamento siciliano - continua il parlamentare - devono chiedere con forza al governo nazionale di far sentire la propria voce affinchè non si verifichi quanto prospettato. Lo stabilimento Fiat di Termini non deve chiudere".

"Oltre la vicinanza ai lavoratori - conclude Faraone - vanno individuate tutte le iniziative di lotta e istituzionali perché si scongiuri la chiusura  dello stabilimento  che influirebbe in maniera determinante sulla già grave crisi economica della Sicilia".

SACCONI: "DIFENDEREMO I SITI PRODUTTIVI". "Certamente è comprensibile la preoccupazione dei lavoratori come vi è preoccupazione anche nel governo per quanto riguarda il futuro dell'industria  dell'auto nel nostro Paese". Lo ha detto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, rispondendo ad una domanda sulle preoccupazioni di sindacati e dipendenti sul futuro degli stabilimenti Fiat in Italia.

"C'è un percorso che, nelle difficoltà date, è importante", ha detto Sacconi, a margine degli stati generali delle costruzioni: è "quello che vede Fiat attiva nel cercare di concorrere a costruire un nuovo ed integrato operatore globale".

"Noi dobbiamo difendere le buone ragioni dei nostri siti produttivi e presto ci siederemo ad un tavolo non appena ci sarà una proposta sulla quale discutere", garantisce Sacconi. I tempi per aprire un confronto con l'azienda, ha spiegato, dipendono "dalla possibilità effettiva da parte di Sergio Marchionne di metterci di fronte ad una ipotesi di lavoro sulla quale negoziare e concertare e operare perché i nostri siti produttivi e le loro obiettive potenzialità siano salvaguardate".

RAFFAELE LOMBARDO: "EVITARE GLI ALLARMISMI". "Giusto preoccuparsi per lo stabilimento di Termini Imerese anche se bisogna evitare allarmismi". Lo ha detto il presidente della Regione,  Raffaele Lombardo.

"La preoccupazione dei lavoratori - ha detto Lombardo - è condivisa dal Governo regionale. Abbiamo chiesto l'incontro con il governo nazionale e, insieme con il 'cartellò delle regioni dove sono presenti gli stabilimenti Fiat, parteciperemo alla manifestazione di sabato prossimo a Torino".

Lombardo ha ribadito che "in sede di confronto nazionale con la Fiat chiederemo chiarezza sugli obiettivi produttivi che l'azienda coltiva in Sicilia. Saremo determinati a pretendere il rispetto degli impegni assunti dalla Fiat nel contratto di programma e, allo stesso tempo, confermeremo i nostri impegni per il completamento delle infrastrutture dell'area di Termini Imerese".

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